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L’ECOCONTRIBUTO RAEE

I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), o semplicemente rifiuti elettronici, in lingua inglese Waste of Electric and Electronic Equipment (WEEE) o e-waste, sono rifiuti di tipo particolare che consistono in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica di cui il possessore intenda disfarsi in quanto guasta, inutilizzata, o obsoleta e dunque destinata all'abbandono.
I principali problemi derivanti da questo tipo di rifiuti sono la presenza di sostanze considerate tossiche per l'ambiente e la non biodegradabilità di tali apparecchi. La crescente diffusione di apparecchi elettronici determina un sempre maggiore rischio di abbandono nell'ambiente o in discariche e termovalorizzatori (inceneritore) con conseguenze di inquinamento del suolo, dell'aria, dell'acqua con ripercussioni sulla salute umana. Questi prodotti vanno trattati correttamente e destinati al recupero differenziato dei materiali di cui sono composti, come il rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, evitando così uno spreco di risorse che possono essere riutilizzate per costruire nuove apparecchiature oltre alla sostenibilità ambientale. Questo tipo di rifiuti sono comunemente definiti RAEE e sono regolamentati dalla "Direttiva RAEE" (o Direttiva WEEE, da Waste of Electric and Electronic Equipment), recepita in Italia dal "Decreto RAEE".

Decreto RAEE
Il simbolo indica che l’apparecchiatura immessa sul mercato deve essere oggetto di raccolta separata.

Cosa prevede il decreto?

Il decreto prevede che i produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), al momento della vendita di un prodotto nuovo, si facciano carico di recuperare un prodotto usato o un rifiuto equivalente. Per prodotto equivalente si intende una apparecchiatura adibita alle stesse funzioni della nuova apparecchiatura fornita e il cui peso non sia superiore al doppio di quella appena acquistata.
I produttori, tramite i distributori, si attivano per garantire la raccolta e il trattamento delle apparecchiature obsolete raccolte in sostituzione.
La finalità del decreto è quella di promuovere il reimpiego, riciclaggio e recupero dei RAEE, riducendone così la quantità da avviare a smaltimento. Ogni rivenditore di materiale elettronico DEVE ritirare un bene analogo usato se il Cliente ne possiede uno.

Chi sostiene i costi dell’operazione?

I costi di questa operazione sono a carico del produttore a partire dalla consegna presso un centro di raccolta separata appositamente allestito. Il produttore si fa carico anche di un corretto trattamento delle apparecchiature raccolte.
Per questo motivo molti produttori hanno scelto di applicare un sovrapprezzo sulle nuove apparecchiature elettroniche che servirà
come contributo alle spese di smaltimento quando il bene acquistato verrà dismesso. Tale contributo, se presente, deve essere evidenziato sia sul listino che in fattura con una apposita voce. Questo è il motivo per cui capita di trovare indicato alla voce “contributo RAEE” un importo aggiuntivo rispetto al prezzo di listino, che il rivenditore riconosce integralmente al produttore
Le apparecchiature possono essere rifiutate nel caso risultino manomesse o mancanti di parti essenziali al loro funzionamento oppure nel caso sussistano dubbi che queste siano contaminate da sostanze pericolose.
Per gestire efficientemente e in modo ottimale, sia per gli utenti, sia per l’azienda stessa, la raccolta e il trattamento dei RAEE IT sul territorio italiano, è demandata ai singoli Comuni l’istituzione di apposite aree di raccolta ove privati e rivenditori possono conferire i RAEE affinché i rispettivi produttori provvedano al corretto smaltimento.
VDS ricorda che il decreto prevede pesanti sanzioni per chi, abbandonando in modo indiscriminato una apparecchiatura nell’ambiente, crea i presupposti di un impatto ambientale dannoso nel mondo in cui viviamo.